Tanto per arrotondare

 

Che gli europarlamentari (specialmente quelli italiani) non facciano la fame è a tutti noto. Se volete una documentazione più precisa sui loro introiti, leggetevi questo articolo del “Corriere della sera” reperibile anche online all’indirizzo:

 www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/07/eurodeputati.shtml

 

 

In un mese (12.007,03 euro) quasi quanto un lèttone prende in un anno

 

Eurodeputati: stipendi, vincono gli italiani

 

Sono versati dai rispettivi governi e sono equiparati a quelli dei deputati nazionali, ma gli extra sono pagati da Strasburgo

 

 

 

 

C'è un settore economico in cui l'Italia non ha rivali in Europa. Sono gli stipendi dei deputati al Parlamento europeo. Lo rivela il quotidiano inglese «Times» in un articolo di Anthony Browne secondo il quale gli «extra» degli eurodeputati sono agli sgoccioli. Gli stipendi dei deputati europei sono versati dai rispettivi governi e sono equiparati a quelli dei deputati nazionali, ma gli extra sono pagati da Strasburgo e, secondo Browne, alcuni eurodeputati ammettono che a volte rasentino un vero e proprio sistema di «corruzione legalizzata».

 

EXTRA E PRIVILEGI - L'Europarlamento aveva difeso questo sistema di extra come un mezzo per bilanciare i deputati che guadagnavano di più con quelli che avevano uno stipendio minore. I vari governi sono d'accordo nel modificare questo meccanismo, ma spetta agli eurodeputati approvare le modifiche e finora hanno sempre rifiutato di perdere i propri privilegi. Ma con la crisi iniziata con i voti contrari di Francia e Olanda alla Costituzione europea, potrebbe diventare difficile questa volta rifiutare l'approvazione.

 

 

IL TETTO DEI 7 MILA EURO -La questione dello stipendio degli europarlamentari è oggetto di un confronto che più in generale abbraccia la questione dello Statuto del Parlamento europeo. In questo contesto si sta ragionando sull'ipotesi di fissare in 7 mila euro lordi lo stipendio lordo a cui aggiungere un rimborso per viaggi, missioni e assistenti basato sulle spese effettivamente sostenute e con un rimborso forfettario per tutte le altre voci. Nella proposta della presidenza di turno della Ue, quella del Lussemburgo, si prevede inoltre che i contributi pensionistici siano a carico del Parlamento europeo e siano gli eurodeputati ad accollarsi un terzo delle spese mediche e assicurative. È tuttavia prevista una fase transitoria di due legislature durante le quali i singoli Stati membri possono scegliere di mantenere l'attuale sistema di stipendio legato a quello dei parlamentari nazionali.

 

LA CLASSIFICA - L'aggancio delle retribuzioni a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza fa sì che alcuni eurodeputati ricevano attualmente dodici mensilità, alcuni tredici e altri quattordici. Per uniformare i salari, si è scelto di riportare i guadagni annuali secondo i dati pubblicati da Times. Ne risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese (12.007,03 euro) quasi quanto un lèttone prende in un anno.


Italia 144.084,36 euro
Austria 106.583,40
Olanda 86.125,56
Germania 84.108
Irlanda 82.065,96
Gran Bretagna 81.600 euro
Belgio 72.017,52
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432,60
Francia 62.779,44 euro
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Cipro 48.960
Portogallo 41.387,64
Spagna 35.051,90
Slovacchia 25.920 euro
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Malta 15.768
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369,70 euro

 

(9 giugno 2005)

 

 

Ma a questo punto vi domanderete: come mai ateneopulito si occupa degli europarlamentari coperti d’euro? Che c’entra con l’università di Firenze? Eh, un po’ c’entra…

Alla Facoltà di Lettere, per esempio, ci sono diversi insegnamenti (i cosiddetti ‘affidamenti gratuiti’) tenuti da docenti che, per tale incarico, non prenderanno un soldo, come Anne Tamm (Linguistica comparata ungherese, finlandese, estone), Antonio Parente (Teoria e pratica della traduzione da lingue poco frequentate verso l’Italiano), Luciano Damarati (Istituzioni di musicologia), Aloma Bardi (Storia della musica negli Stati Uniti d’America), Gabriele Giacomelli (Iconografia musicale) ed Eleonora Negri (Filosofia della musica). Tutti svolgeranno un modulo completo (30 ore), e qualcuno di loro tiene il proprio corso già da vari anni senza mai aver visto un euro.

Altri docenti non di ruolo, invece, sono retribuiti in base a contratti di diritto privato. Non è dato sapere chi, e in base a quali parametri, stabilisca quali incarichi meritino un compenso e quali no, e come tale compenso debba esser calcolato. Mistero fitto.

Ma tra coloro che percepiranno una sommetta (retribuzione o rimborso spese che dir si voglia) spunta qualche nome eccellente: come quello dell’europarlamentare Lapo Pistelli (Margherita), che per il suo mezzo modulo (15 ore) d’insegnamento sui Linguaggi della politica - destinato agli studenti del corso di laurea in “Comunicazione linguistica e multimediale” - riceverà 800 €. Una miseria, è vero. Però… piove sempre sul bagnato.

Del resto, è risaputo che la nostra Facoltà ha da sempre, con i politici, un filo diretto. Ecco un altro docente a contratto, un giovane (classe 1975) in carriera già ben inserito nella nomenklatura diessina: è Dario Nardella, consigliere giuridico del ministro Vannino Chiti, oltre che presidente della V commissione consiliare Cultura, Istruzione e Sport a Palazzo Vecchio. Anche il suo corso di Istituzioni di diritto pubblico per gli ‘operatori dei beni culturali’ figura, nella programmazione didattica del prossimo anno accademico, tra quelli retribuiti.

                                                                            Ezzelino da Montepulico

20.05.07