La bolgia

 

La bolgia non è quella dell’inferno dantesco, come nell’illustrazione di Gustavo Doré. La bolgia è la Segreteria Studenti della facoltà di Lettere. A questo sito continuano ad arrivare mail di studenti imbufaliti, esasperati, sull’orlo di una crisi di nervi. L’ultima lettera pervenuta descrive, con abbondanza di particolari, una situazione allucinante, al limite dell’incredibile: orari ridotti ai minimi termini (accesso al pubblico limitato a tre giorni la settimana, una sola apertura pomeridiana di un’ora e mezzo); ammesse solo le prenotazioni online con un numero di posti talmente esiguo da risultare ridicolo (un tempo, invece, veniva distribuito un numero, come negli ambulatori e alle poste, anche se poi gli smarriti utenti dovevano constatare che non c’era alcuna corrispondenza tra i numeri indicati sul display e quelli in loro possesso); decine di studenti in coda, molti con la necessità di sbrigare pratiche urgenti o urgentissime; improvvisate decisioni, vista la folla tumultuante e il rischio di problemi d’ordine pubblico, di tornare al vecchio metodo del numero; discussioni e lotte selvagge per l’accaparramento del prezioso bigliettino; soluzioni fai-da-te con gli stessi ragazzi che provvedono all’assegnazione del turno. Posso aggiungere la mia personale esperienza di docente. Qualche giorno fa ricevo una telefonata dalla Segreteria Studenti: mi invitano a consegnare subito i verbali della sessione di aprile perché un ragazzo si deve laureare e deve dimostrare di aver sostenuto il mio esame. Rispondo che i verbali - come risulta dalla ricevuta rilasciata dal personale della portineria di Santa Reparata - sono stati consegnati il giorno stesso della chiusura dell’appello (erano trascorse almeno 2 settimane). Altri colleghi sono stati chiamati a rifare verbali scomparsi, o a certificare esami di cui non esiste più traccia: smarrito il verbale, perduto il libretto, non resta che la ricostruzione mnemonica. Ma lasciamo la parola al giovane laureato che ha sperimentato la bolgia:

Tutto questo [code, risse ecc.] solo per poter parlare con gli addetti. Una volta entrati, però, l’orrore si fa crescente e pari solo alla triste consapevolezza del motivo di tanta attesa. Dietro la scrivania vi sono 4 o 5 dipendenti al massimo (alla mia prima visita alcuni erano addirittura studenti part-time) che cercano di risolvere le esigenze di decine e decine di studenti […]; i quali spesso dopo ore di attesa scoprono che questa è stata inane. Quanti, dopo ore di fila, si sono sentiti dire che il loro libretto non era ancora pronto, a mesi e mesi dalla laurea, o sono stati infilati in pratiche che alcuni dicevano indispensabili e altri completamente inutili? Quanti sono i verbali non verbalizzati? Quanti i documenti persi? La colpa ovviamente non è mai di nessuno, però ci si dovrebbe ricordare che i responsabili esistono per prendersi le responsabilità; di fronte al tracollo della segreteria, cui resta solo il passo finale di restare chiusa 7 giorni su 7, qualcuno deve per forza ‘pagare’, perché è vero, sì, che la carenza di fondi è cronica, ma qui c’è anche una gestione assurda.
La preside, interpellata sull’argomento, dice di protestare, ma poi non dice con chi, forse perché non vuole avere un conflitto d’interessi con se stessa.

Il 28 febbraio 2008, sul sito del Polo Centro Storico, leggo che “sono disponibili i diplomi di laurea dell’ordinamento previgente al D.M. 509/99 fino alla sessione di laurea di aprile 2004”; ne deduco di conseguenza che il mio diploma di laurea, già pagato con un bollettino all’atto della domanda di laurea, arriverà a occhio e croce fra tre anni, o forse più. Provo a cercare informazioni, ma leggo che “Causa riduzione del personale il servizio di risposta per e-mail è temporaneamente sospeso” (inutile che vi dica cosa succede contattandoli telefonicamente). Ecco dove stiamo arrivando: alla lenta ma inesorabile sospensione di gran parte dei servizi […]. La facoltà di lettere è senza ombra di dubbio la peggiore facoltà dell’università dal punto di vista amministrativo e infrastrutturale (indicativi gli studi dei professori nella sala riviste al secondo piano). Credo che ormai si sia allo stremo delle forze, non solo per il costante peggioramento dei servizi, ma soprattutto per la totale mancanza di prospettive di miglioramento nel futuro. Un continuo raschiare il fondo del barile che preoccupa, ma a cui nessuno pone rimedio (e tralascio le colpe degli studenti, molti dei quali sono davvero, come ritenevano gli averroisti, in ‘unione accidentale’ con l’università e la cultura).

Esistono dei responsabili di questo sfacelo? Chi ha letto le pagine del suo sito credo si sia fatto un’idea ...

 

Però, prosegue argutamente il giovane laureato, sappiamo bene che è un’idea sbagliata: “la colpa è solo ed esclusivamente di quei ‘provocatori che nella Facoltà di Lettere rappresentano un gruppo piuttosto consistente’ (cit. dal verbale del Senato accademico del 12 settembre 2007)”. E - in cauda venenum - merita una citazione il post-scriptum dell’e-mail: “mi chiedo come sia la segreteria studenti del SUM”.