RICERCA: FONDI E… AFFONDI

 

In un articolo pubblicato nella Terza pagina del “Corriere della sera” (Modesta proposta per la ricerca, 30 luglio 2008), Luciano Canfora mette il dito nella piaga dell’attribuzione dei fondi di ricerca in Italia, denunciando apertamente “l’arbitrio con cui i pochi fondi disponibili vengono talora distribuiti da commissioni giudicatrici il cui lavoro risulta parcellizzato e in nessun modo reso armonico e coerente”. E non è tutto: “Ci sono poi, purtroppo, anche casi estremi: per esempio quelli di alcuni ‘revisori’ che si son dati il compito di togliere un punto qua e un punto là, nella tabella delle valutazioni, al solo fine di declassare un collega non gradito”. Revisori, aggiungiamo, che dovrebbero essere eccellenti e che invece, non di rado, sono solo mezze calze; ‘esperti’ incompetenti solennemente incaricati di giudicare i progetti di colleghi che, in quel determinato settore, vantano una bibliografia dieci volte superiore alla loro. Ma lasciamo ancora la parola allo sdegnato Canfora:

«Questo indisturbato killeraggio protetto dall’anonimato è uno scandalo cui porre rimedio quanto prima. Il ministero ha tanti problemi compreso quello di contenere gli appetiti delle nuove istituzioni che si autoproclamano ‘eccellenti’, ma il problema che qui sollevo è indilazionabile».

Di autoproclamazioni d’eccellenza da parte di mediocri qui a Firenze abbiamo una certa esperienza, da quando il superfluo e spocchioso SUM ci ha invaso come una metastasi. E anche l’indisturbato killeraggio protetto dall’anonimato ci è ben noto. Tra l’altro, vista la propensione al plagio di certi colleghi (tanto per avere un’idea - ma il fenomeno è assai diffuso anche a livelli insospettati – rileggersi su Ateneopulito l’istruttivo pezzo Plagi e parentopoli), è bene pensarci due volte prima di affidare idee nuove e brillanti a un modulo PRIN destinato a finire nelle mani di un revisore anonimo. Però, se nella descrizione del progetto ti tieni sulle generali, te lo bocciano perché ‘fumoso’ (ovviamente la mezza calza di turno adibita alla ‘valutazione’ non aspettava altro per silurarti e favorire qualche suo mediocrissimo scagnozzo). Una farsa ignobile. Ma tale è ormai l’università italiana.