Lettere e Filosofia, la Cenerentola

   

Il 28 marzo 2008 i giornali fiorentini hanno pubblicato il resoconto di quanto il giorno precedente era avvenuto in Consiglio Comunale, e precisamente nella Commissione Cultura, di fronte alla quale il rettore dell’Ateneo fiorentino ha lanciato forti accuse contro il Comune per la scarsa sensibilità alle esigenze dell’Ateneo: chi avesse un appuntamento al polo universitario di Sesto alle ore 15, per esempio, sarebbe costretto a prendere il taxi per assoluta mancanza di servizi pubblici.

In quella sede il rettore è tornato anche sulla questione edilizia. Al riguardo, scrive Matteo Francini del “Corriere fiorentino”, “le novità maggiori riguarderanno piazza Brunelleschi, dove dovrebbe sorgere la biblioteca umanistica”. Ma forse il giornalista è stato male informato, e sarebbe opportuno che il rettore stesso fornisse qualche chiarimento in merito: infatti nel Consiglio di Amministrazione del giorno successivo alla Seduta Comunale, cioè il 28 marzo 2008, della questione della biblioteca nessuno ha fatto parola. Insomma, dopo gli spot elettorali e dopo la tanto strombazzata gara per il concorso d’idee (a proposito: quanto è costato?), il sogno è rimasto tale: niente di concreto è finora scaturito.

Se dunque il giornalista ha frainteso il discorso di Marinelli, preannunciando la realizzazione (che sembra rinviata sine die) della biblioteca umanistica, dovrebbe essere ancora una volta il rettore a precisare: “Scusate, abbiamo fatto male i conti. Per Lettere e Filosofia non c’è proprio nulla. Non importa se siete tanti. Non importa se dall’estero vengono per studiare da voi e con voi. Tanto lo sanno tutti che vi accontentate di poco: alla vostra preside basta qualche promessa e un bel sorriso a cinquantotto denti per convincervi a votare di tutto, fosse pure il turno di notte per coprire le migliaia di ore di lezione indispensabili al funzionamento dei corsi e corsucoli che ha voluto a ogni costo tenere in piedi. Siete topi di biblioteca, è meglio che passiate le ore sui vostri amati manoscritti e incunaboli. Al resto ci pensiamo noi, che decidiamo sempre per il vostro meglio. Anzi, se volete un consiglio, evitate di perdere tempo prezioso: quello che sulle questioni della Facoltà scrivono i giornali, fate a meno di leggerlo e vi risparmierete crucci e delusioni”.

Firenze, 2 aprile 2008

                                                                    Ireneo Galizia