Riceviamo dalla Prof.ssa Concetta Bianca questa lettera , che volentieri pubblichiamo:

Il destino dei dipartimenti

Secondo lo Statuto dell’Ateneo fiorentino, entrato in vigore nel febbraio 2008, i rappresentanti d’area devono (dovrebbero) almeno una volta l’anno convocare l’assemblea dei docenti e dei ricercatori della propria area: questa sarebbe stata l’occasione giusta per presentare il nuovo Regolamento dei dipartimenti che è attualmente all’attenzione degli organi di governo. Non molti sanno che il nuovo testo prevede una sorta di doppio binario, i dipartimenti A (sopra le 30 unità) con un proprio personale tecnico amministrativo e i dipartimenti B (tra i 15 e i 29 componenti) obbligati a "cedere" il proprio personale al Polo, il quale a sua volta provvederà alle esigenze del dipartimento in base a un accordo tra dirigente di polo e direttore di dipartimento (accordo ovviamente personale, quasi privato, che rischia in qualche caso di trasformarsi in una perpetua e defatigante trattativa): di fatto un ritorno al vecchio istituto - certo non previsto dallo statuto! -, ma con l’aggravante che il Polo, sostituendosi al Consiglio di Amministrazione (cui spetta l’assegnazione dei locali e del personale al dipartimento), si trasformerà sempre più da centro erogatore di servizi in potere forte totalmente controllato dirigenti d’ateneo.

Il problema è uno solo: sapere che cosa si vuol fare in futuro dei poli, che cosa dei dipartimenti, che cosa dei centri di ricerca, molti dei quali possiedono una autonomia finanziaria che gli stessi dipartimenti non hanno. L’auspicio di un dipartimento forte, capace di elaborare una propria programmazione indipendentemente dalla facoltà, sembra ormai aver perso molta della sua attrattiva in considerazione dei profondi cambiamenti che si profilano all’orizzonte, con i decreti, già annunciati a livello nazionale, che cambieranno radicalmente la composizione degli organi di governo e con le nuove norme concorsuali che stanno per essere varate. Forse i dipartimenti scompariranno per lasciar posto alle ‘scuole’, forse no; forse potrà scaturire qualcos’altro. Anche per questi motivi l’operazione del nuovo Regolamento dei dipartimenti rischia di risultare inutile. Che cosa si voleva ottenere? Una boccata d’ossigeno per le scassate finanze dell’ateneo fiorentino, il cui disavanzo strutturale sembra oggi attestarsi sui 30 milioni di euro? Le modalità previste non porteranno alcun risparmio, come del resto successe quando furono istituiti i tanto strombazzati poli, che sembravano, nei proclami ufficiali, la panacea dei cronici malanni fiorentini e invece, bilanci alla mano, non hanno prodotto alcun beneficio economico. Una razionalizzazione? Ma se il personale dismesso dal dipartimento viene trasferito al polo, la situazione non cambia, perché ci saranno poli ricchi e poli poveri, mentre la gestione del personale dovrebbe riguardare l’intero ateneo, con un respiro più ampio e con una maggiore valorizzazione delle capacità e delle professionalità individuali.

Col blocco del turn over, tra l’altro, non pochi dipartimenti scenderanno presto dalla condizione A alla condizione B. Cedere il personale tecnico amministrativo al polo non è l’unica strada percorribile; soprattutto quando i poli non insistono (è il caso del Polo del Centro storico) su un’area geografica omogenea. Due o tre dipartimenti allogati nel medesimo edificio potrebbero, ad esempio, condividere una segreteria dipartimentale comune, pur mantenendo la loro autonomia e soprattutto la propria identità storica. Ancora una volta si stravolgono scriteriatamente assetti consolidati senza un’idea chiara del futuro, con iniziative dettate più dall’urgenza di dimostrare - nella solita maniera approssimativa e caotica - uno zelo risanatore di pura facciata che dalla riconosciuta validità di un progetto ponderato.

                                                                             Concetta Bianca

                                                                Ordinario di Letteratura umanistica

                                                                       concetta.bianca@unifi.it