L’espansione agraria (a perdita d’occhio)

 Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, la seguente lettera di rettifica:

Egregia prof. Lazzerini,

 ho letto il post Tiro al bersaglio e purtroppo devo constatare che questa volta è scivolata su una buccia di banana. Lei, molto ingenuamente, ha controllato i docenti e i ricercatori del gruppo Agr/01, Economia ed estimo rurale (il famigerato settore scientifico-disciplinare che ha attirato l’attenzione di stampa e magistratura) nel solo Dipartimento di Economia, Ingegneria, Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali (= DEISTAF), partendo dal presupposto che tutti gli afferenti a quel settore scientifico-disciplinare dovessero trovarsi necessariamente in uno stesso dipartimento. Ma così non è.

Il suo, però, è stato un errore per difetto. Dunque, a consolidare la sua analisi delle perversioni universitarie, che condivido in pieno (gruppi disciplinari forti hanno conquistato posti e posizioni a scapito di altri, vergognosamente danneggiati e quasi cancellati dallo strapotere incontrollato di pochi; negli ultimi anni un cataclisma ha investito in particolare il settore umanistico, l’unico che attrae studiosi e studenti dall’Italia e dall’estero, gonfiando oltre misura settori marginali – o già strapieni di personale docente – ed estinguendo di fatto settori non ammanicati con le cricche dominanti), mi permetto di correggerla.

Il gruppo disciplinare Agr/01 è ben più consistente: alla stessa facoltà di Agraria, innanzi tutto, appartengono un altro ordinario e un altro prof. associato che afferiscono a un dipartimento diverso da quello che Lei ha preso in considerazione, ossia al DIPSA (cioè Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali, del Suolo e dell’Ambiente Agroforestale). Questi i nomi:

Romano Donato ordinario Fac. Agraria, Dipartimento DIPSA

Stefani Gianluca associato Fac. Agraria, Dipartimento DIPSA

 Ma non è finita. Alla facoltà di Economia appartengono 1 ordinario, 2 associati e un ricercatore, tutti e quattro afferenti al Dipartimento di Scienze economiche, e precisamente:

Pacciani Alessandro ordinario Fac. Economia, Dipartimento di Scienze economiche

Belletti Giovanni associato Fac. Economia, Dipartimento di Scienze economiche

Marescotti Andrea associato Fac. Economia Dipartimento di Scienze economiche

Scaramuzzi Silvia ricercatore Fac. Economia Dipartimento di Scienze economiche

 Ma non è ancora finita! Ad Architettura appartiene un ricercatore non confermato, il che significa che ha preso servizio durante il terzo (e per fortuna ultimo) mandato di Marinelli.

Faragazzi Claudio ricercatore non confermato Fac. Architettura, Dipartimento Urbanistica e pianificazione del territorio.

Dunque, egregia prof. Lazzerini, ben 7 unità in più rispetto ai suoi calcoli. Se già ero rimasto sorpreso e scandalizzato dai numeri da lei presentati, che cosa si dovrà dire ora, con i dati che le ho fornito? Come può accadere tutto questo? Perché ciascuno guarda al proprio “particulare” e appoggia il rettore, il preside o il direttore di dipartimento che gli promette qualcosa: la politica universitaria è all’insegna della più turpe logica del voto di scambio, e gli atenei vanno in rovina. Una rovina, prima ancora che finanziaria, scientifica e soprattutto morale. Verrà mai la stagione del riequilibrio? Verrà mai la stagione del merito? Verrà mai il tempo in cui si comprenderà che l’Ateneo fiorentino, se vuole rimettersi in carreggiata, non può continuare a massacrare i settori portanti delle facoltà umanistiche?

Suo affezionato

Ireneo Galizia – ireneo.galizia@libero.it

Firenze, 4 settembre 2010

   

Grazie della precisazione, caro Ireneo. Credevo che piovesse, e invece grandinava. Bene: sapientemente occultati e distribuiti in Facoltà insospettabili, sono ben 21 (VENTUNO!) i professori di Economia agraria ed estimo rurale dell’Ateneo fiorentino: 8 ordinari, 5 associati, 8 ricercatori. Ogni commento è superfluo, anche perché di fronte a uno scandalo simile non riusciremmo a trovare parole adeguate. Intanto si scrivono opuscoli contro il Ministero affamatore; s’invocano disperatamente altri fondi, perché così non si riesce ad andare avanti, perché l’Università sta morendo ammazzata (l’assassino è il governo, ovviamente; ma forse qualcuno farebbe bene a leggersi qualche buon vecchio giallo, e scoprirebbe che l’assassino è spesso il maggiordomo), e via strepitando: un piagnisteo continuo, un coro di prefiche amplificato dalla stampa giustamente indignata ma del tutto ignara della realtà. Non basta: si premiano con prestigiosi incarichi i presidi fiancheggiatori di Marinelli e ovviamente corresponsabili di questo scempio; e si eleggono altri presidi che promettono ‘continuità’ (con che cosa? col malaffare e i soprusi?). Ministro Gelmini, ascolti questo appello controcorrente: non sganci un euro prima di averci dato garanzie che i fondi eventualmente elargiti non servano per il ventiduesimo posto del gruppo di Agr/01.