Bilanci ciechi e disperati

L’ultima bella sorpresa della nostra sgangherata università spunta dal bilancio di previsione per il 2009, che, già approvato dal Senato Accademico, sarà presto varato (salvo colpi di scena dell’ultimo momento) anche dal Consiglio di Amministrazione.

La novità più clamorosa è l’abolizione della voce riguardante i lettori di scambio: di conseguenza questa figura scompare dal panorama accademico fiorentino. Ormai si è perso anche il pudore, quel residuo di dignità che almeno gli antichi pauperes verecundi riuscivano a conservare, pur nell’indigenza. Qui invece, per racimolare quattro miserabili palanche, per tappare la voragine sempre nascosta, sempre negata, ma che incombe sinistra minacciando d’inghiottire anche la cricca di piccoli ras accademici che l’ha prodotta, si violano accordi internazionali, esponendo Firenze e l’Italia a figure cialtronesche.

Che cosa penseranno di noi gli Stati che si vedranno rimpatriare i lettori inviati in Italia sulla base di protocolli bilaterali debitamente firmati? Che cosa si penserà in particolare nello Stato d’Israele, che proprio nel settantesimo anniversario delle vergognose leggi razziali emanate dal regime fascista deve assistere all’espulsione, di fatto, del lettore di ebraico, presente da decenni nella Facoltà di Lettere? La vicenda ha dell’incredibile, e faranno benissimo i lettori a scendere sul piede di guerra in segno di solidarietà con i colleghi ingiustamente colpiti (al solito, si prende di mira il più debole).

Mentre quelli che potremmo ben definire i ‘liquidatori fallimentari’ dell’Ateneo continuano a sproloquiare di relazioni internazionali e di prestigiosi accordi con le università estere, si riduce (o addirittura si sopprime) l’apporto fondamentale degli insegnanti di madre lingua, nel quadro di un’ormai annosa penalizzazione del Corso di laurea in Lingue, il più dinamico e il più apprezzato dagli studenti. Per contro, rami secchi con pochi iscritti e settori privi di qualsiasi sbocco occupazionale risultano tuttora superprotetti e affollati d’inutili docenti. Speriamo che un barlume d’intelligenza illumini la cecità della nostra cosiddetta governance e che questa pagina imbarazzante si possa chiudere in fretta, prima di sprofondare definitivamente nel ridicolo e nel discredito internazionale.

Firenze, 13 dicembre 2008 (festa di santa Lucia, protettrice della vista)

 

Ireneo Galizia