Totò nella locandina del film di S. Corbucci (1963)

 

 Lo sventurato rispose

 

Alla fine, dài e ridai, picchia e mena, lo sventurato - ché tale si considera lui stesso nelle reiterate lamentationes sui mancati finanziamenti - rispose. Alle severe contestazioni dei due ordinari di diritto amministrativo, Antonio Brancasi e Carlo Marzuoli, che avevano sollevato obiezioni sulla sua gestione e sul bilancio-colabrodo dell’Università di Firenze, il rettore Marinelli ha risposto con un dossier pubblicato (si fa per dire: consultazione riservata al personale dell’università, con obbligo di accesso tramite server interno e password) sul sito internet all’uopo inaugurato.

Tale scelta, che mantiene in pratica riservati atti e documenti relativi a questa vicenda, è stata decisa probabilmente nel tentativo di relegare nel ristretto ambito accademico ‘criticità’ che sarebbe meglio render pubbliche, se non altro in ossequio al   principio di trasparenza stabilito dal vigente Statuto, dove all’ art. 9 (Diritto all’informazione) si legge:

1. L’Università assume i principi dell’informazione, della trasparenza, dell’accesso ai dati ed alla documentazione della attività amministrativa e di governo dell’Ateneo come condizioni essenziali del proprio funzionamento, anche attraverso strumenti stabili e periodici di informazione.

2. I verbali delle adunanze degli organi collegiali ed i relativi atti istruttori sono pubblici.

Non solo il mondo accademico, ma tutta la collettività fiorentina dovrebbe essere posta a conoscenza delle risposte alle questioni che i due professori avevano sollevato. Invece si sono avute reazioni scomposte, e qualcuno è arrivato persino a deprecare le critiche espresse in forma pubblica (come se pubblico non fosse il ruolo di un rettore!) perché turberebbero l’idilliaca vita che si conduce a Firenze in quello che Leibniz avrebbe senza esitazione definito il migliore degli atenei possibili, e soprattutto nell’oasi protetta - vero angolo di paradiso terrestre - di piazza Brunelleschi. Chi si è distinto nella crociata contro gli ‘eretici’? Ce lo dice Fabio Sottocornola in un articolo dedicato ai buchi di bilancio degli atenei (“Il Mondo”, 29.6.2007), dove, ovviamente, si dà ampio spazio alle voragini fiorentine e - in relazione alla lettera aperta di Brancasi e Marzuoli - si cita l’intervento della preside di Lettere e Filosofia, Franca Pecchioli, nella seduta del Senato Accademico del 13.6.2007: la richiesta di chiarimenti al rettore circa il dissesto finanziario dell’università “finisce per creare sconcerto e disorientamento da parte dei colleghi” [sic]. Quello che noi, poveri ingenui, ritenevamo un utile contributo per coinvolgere la pubblica opinione nella ricerca di soluzioni ai tanti problemi che assillano il mondo accademico, quello che ci pareva un meritorio richiamo alla trasparenza che dovrebbe sempre contraddistinguere la gestione della cosa pubblica, alla prof. Pecchioli è sembrato uno scandaloso atto d’insubordinazione.

Insomma: vietato disturbare il manovratore, anche se ci porta a sbattere contro il muro. Quel muro caduto nell’ormai lontano 1989, ma di cui ancora resiste un facsimile virtuale in un solo luogo al mondo, l’università di Firenze.

Crescono, di conseguenza, le nostre preoccupazioni, che dovrebbero essere condivise dagli organi di controllo dell’ateneo. Com’è noto, il consiglio d’amministrazione dell’università di Genova, all’unanimità, ha correttamente incaricato il rettore di segnalare alla Corte dei Conti regionale la situazione di deficit finanziario del bilancio per 15 milioni di euro, dovuto ad appalti edilizi e consulenze professionali assegnate senza la necessaria copertura finanziaria (cfr., in questo sito, La lezione di Genova, nonché il sito http://www.ilsensodellamisura.com). Non risulta che il consiglio d’amministrazione dell’università di Firenze abbia assunto, per un bilancio ben più sgangherato, analoga iniziativa.