I Paperoni

 

Punzecchiato da questo sito (nella Trasvolata si parlava della strombazzatissima trasferta americana dei caporioni del SUM “probabilmente in business class e a spese del contribuente”), il pontifex maximus dell’Istituto di Palazzo Strozzi, alias L’Eccellenza-sono-Me (alias Aldo Schiavone), ha rilasciato interviste urbi et orbi in cui giura e spergiura che dalle tasche del contribuente non è uscito nemmeno un euro. La spedizione del novello eroe dei due mondi & C. pare sia stata per intero finanziata dalla Fondazione SUM.

La precisazione non ci consola affatto, anzi. Se prima ci sentivamo impropriamente usati come contribuenti, ora ci sentiamo turlupinati come clienti. Vediamo infatti nel folto gruppo dei munifici sponsor (potete trovarli elencati in www.sumitalia.it/eventi/Invito_Prof_Americafto.pdf), oltre alla famigerata Telecom dei bilanci scassati e dei debiti stratosferici (caro Beppe Grillo, hai visto il nostro sito? Capisci perché i manager Telecom hanno “le pezze al culo”, come hai giustamente detto all’assemblea degli azionisti? Per forza! Se spendono così i loro quattrini…), una banca dei cui servizi siamo fruitori abituali. Ora, siccome è noto che senza clienti le banche non prosperano, vorremmo sapere dai dirigenti di quel noto Istituto di credito quanto segue:

1) Per qual motivo i quattrini dei clienti sono stati devoluti a un carrozzone poco trasparente e di dubbia utilità come il SUM, oltretutto ampiamente foraggiato da denaro pubblico?

 2) Perché, se si voleva aiutare la cultura, non si è finanziato il restauro di uno dei tanti monumenti che rischiano di andare in rovina?

3) Perché, se si voleva dare una mano alla ricerca, non si è scelto di elargire la somma corrispondente a un’équipe impegnata nello studio delle malattie genetiche, dei tumori, delle fonti energetiche alternative?

4) Perché, se si voleva fare beneficenza, non si è pensato a un sussidio per le associazioni impegnate nelle adozioni a distanza? O a un contributo da destinare al Cottolengo o ad altre pie istituzioni?

5) Perché finanziare costose trasferte transoceaniche in comitiva? Che cosa spinge una banca a promuovere discorsi velleitari e nebulosi, ad avallare progetti inconcludenti e a pagare la gita di Pasquetta (appena un po’ differita) a politicanti della cultura e intellettuali da salotto di madame Verdurin, mentre fior di ricercatori combattono quotidianamente con la carenza di fondi?

Va da sé che estingueremo i nostri conti presso quella banca e li trasferiremo ad altro Istituto di credito. E ci piacerebbe che facessero così tutti coloro (ormai, grazie anche alla nostra presenza su Google, sono migliaia) che seguono e apprezzano www.ateneopulito.it.