Nella foto (pubblicata sul “Venerdì” di “Repubblica”): il cortile antistante la Facoltà di Lettere e Filosofia trasformato in bivacco permanente

 

Progetti e pasticci

 

  “La Repubblica” di sabato 1° settembre 2007 ha pubblicato la lettera, a firma Giandomenico Rodani, che qui trascrivo:

  

Quei progetti per Lettere che si contraddicono

 

Il passato non contiene indizi del futuro, solo le aspettative e gli annunci contano, che siano seguiti dai fatti poco importa e poco importa persino che i diversi annunci siano coerenti . È quanto suggerisce la lettura dei due articoli apparsi su “Repubblica” sulla ‘sistemazione’ di piazza Brunelleschi. Nel primo se ne annuncia la bonifica da parte del Comune (650.000 euro) e la recinzione, con cancellata, da parte della Università . Nel secondo, più ambizioso, se ne prospetta il radicale riassetto con la costruzione di un grande parcheggio - presumibilmente sotto l’area bonificata con il primo progetto - a servizio della grande biblioteca umanistica derivante dalla ristrutturazione della facoltà di Lettere. Dentro questo progetto il prorettore all’edilizia annuncia anche la proposta di acquisto da parte dell’Università della rotonda del Brunelleschi e di altri edifici annessi. A occhio i due progetti sembrano escludersi a vicenda: perché spendere 650.000 euro più la cancellata se il progetto più ambizioso è già pronto e finanziato dal ministero con risorse straordinarie? Ma quale ministero? Quello della Università e ricerca ha appena pubblicato un documento sulla necessità di contenere le spese degli atenei e l’università di Firenze risulta tra le quattro meno virtuose; inoltre l’Università ha appena venduto due immobili importanti alla Regione e all’Ente Cassa solo per sanare il bilancio 2006.

 

Non so chi sia il signor Giandomenico Rodani: ho interrogato invano il ‘cercachi’ (il motore di ricerca dell’ateneo fiorentino), il sito del Miur (Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica) e l’infallibile Google. Forse è uno studente che ha a cuore, giustamente, le sorti della sua facoltà; o forse è addirittura una persona estranea all’ambiente universitario. In ogni caso - studente o battitore libero che sia - il signor Rodani col suo intervento mette il dito nella piaga e dimostra lucidamente che le cose non vanno: le notizie circolanti nell’ateneo fiorentino sono contraddittorie (e non ci si può sempre salvare in corner dando la colpa ai giornalisti che travisano) e spesso e volentieri si getta fumo negli occhi (fuor di metafora, si promettono interventi irrealizzabili) per distogliere gli sguardi da una realtà sempre più squallida e intollerabile. Come possono allora tacere coloro che vivono e lavorano nell’università?

Certo, è comodo far finta di non vedere e di non sentire, evitare di farsi coinvolgere. Ma il prezzo del quieto vivere e del silenzio non è forse l’ulteriore peggioramento di una situazione già insostenibile, senza alcuna speranza di riscatto?

Tutti sanno che la sempiterna Cenerentola dell’ateneo è, inesorabilmente, Lettere e Filosofia. La scarsa attenzione degli organi centrali verso questa facoltà è evidente: ma va anche rilevato come troppo spesso i suoi rappresentanti istituzionali si accontentino di concessioni irrilevanti, rinunciando a battaglie sostanziali per invertire la tendenza al declino. Anzi, non riescono neppure a far decollare un’offerta formativa razionale e intelligente, che sarebbe un primo passo verso l’auspicato salto di qualità. Eppure questa facoltà derelitta, è bene ricordarlo, continua ad attrarre numerosi studenti (e anche docenti) dall’estero. Ragazzi volenterosi e studiosi affermati arrivano a Firenze dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Spagna, dalla Francia, dall’Olanda per studiare le materie umanistiche, e che cosa trovano? Un’indecenza. L’ingresso da via Alfani, oltretutto pericoloso per i pedoni, non reca la minima indicazione (la facoltà, come si diceva negli anni di piombo, è forse entrata in clandestinità?); imperversa un turbinio di chiacchiere sull’ormai leggendario cancello che dovrebbe essere installato in piazza Brunelleschi, mentre il cortile continua a offrire uno spettacolo a dir poco vergognoso.

Intanto si apprende dalla stampa che alcuni locali di via Alfani e la Rotonda di piazza Brunelleschi (sede del Centro Linguistico di Ateneo), per i quali attualmente l’università paga un affitto, sono in vendita e, udite udite, l’ateneo stesso si dichiara pronto a comprarli. Nonostante i bilanci in profondo rosso, le minacce di sanzioni del Miur e la liquidazione in corso (di sapore para- o prefallimentare) di ampie porzioni del patrimonio immobiliare. Non c’è un po’ troppa confusione sotto il cielo e (soprattutto) nei paraggi di piazza San Marco?

 

Firenze, 6 settembre 2007

 

 

Ireneo Galizia