Plagi e parentopoli

 

Sul “Secolo XIX” del 10.04.2008, Francesco Margiocco racconta un’altra istruttiva storia di pasticci universitari all’italiana. Dove andremo con questi sistemi, e con questi rettori? Probabilmente la vicenda della monnezza campana prefigura efficacemente i nostri destini. Alla fine, porcheria dopo porcheria, questo sistema scellerato arriverà al collasso, e sprofonderà nelle schifezze prodotte per anni nell’indifferenza generale. Quell’ente inutile che è la CRUI, poi, sembra essersi assegnato - scopiazzando il Consiglio Superiore della Magistratura e la sua difesa blindata della corporazione giudiziaria - il compito precipuo di favorire l’arroccamento di una casta di mandarini accademici in un’arce inespugnabile di privilegi e di sostanziale impunità.

Nell’articolo di Margiocco si ripercorre la fulminea ascesa accademica della prof. Anna Ascenzi (dottore di ricerca nel 2002; vincitrice nel 2005 di un concorso di seconda fascia e, pochi mesi dopo, cooptata al vertice della carriera universitaria), attualmente ordinaria di pedagogia all’Università di Macerata, dove dirige il dipartimento di Scienze della formazione. Nella sua bibliografia spicca un’opera sul teologo e filosofo italo-tedesco Romano Guardini (ed. Vita e Pensiero, 2003), che vanta una recensione molto positiva a firma di Michel Ostenc, professore emerito all’Università di Angers insignito, l’anno scorso, di una laurea honoris causa all’Università di Macerata (da chi mai sarà partita la proposta? Toh, che combinazione! Dalla prof. Ascenzi! Chi l’avrebbe mai detto?). Sennonché qualcuno scopre che il libro sui cui in gran parte si fonda la folgorante carriera della prof. Ascenzi ricorda molto, ma molto da vicino (quasi perfetta coincidenza nell’indice e nella struttura dei capitoli; intere frasi identiche; stesse considerazioni finali) una tesi di laurea discussa una ventina di anni fa all’Università Cattolica di Milano. Il bravo studente - Amedeo Ferrari, oggi sacerdote - che la elaborò sotto la direzione del compianto prof. Norberto Galli, titolare della cattedra di Pedagogia, si meritò un bel 110 e lode. Guarda caso, correlatore di quella tesi fu il dott. Roberto Sani, allora collaboratore del prof. Galli e oggi rettore dell’Università di Macerata. E guarda caso, nell’introduzione al suo libro la prof. Ascenzi esprime “la più sincera gratitudine” proprio al prof. Roberto Sani per il costante sostegno alle sue “indagini” (che in verità non devono esserle costate una gran fatica).

La tutela e il sostegno del rettore Sani, così generosamente offerti alla prof. Anna, si estendono ad altri componenti della famiglia Ascenzi. Nel 2003, nella prima riunione del consiglio d’amministrazione che inaugura il suo mandato, il rettore propone la stipula di due contratti triennali di consulenza esterna. Il primo con Francesco Ascenzi, fratello di Anna, laureato in Architettura (alla non tenerissima età di 30 anni, osserva Margiocco) all’Università di Chieti: il consiglio d’amministrazione lo incarica di “assicurare il miglior assolvimento possibile delle innumerevoli incombenze relative al cospicuo patrimonio edilizio” dell’ateneo maceratese. Il secondo contratto va a Cinzia Raffaelli, moglie di Francesco e cognata di Anna Ascenzi, cui si assegna il compito di affiancare la segreteria del Rettorato “in particolare per i rapporti con l’Ufficio Orientamento e i servizi di didattica a distanza”. Allo scadere del triennio, Francesco Ascenzi vince il concorso a tempo indeterminato per la categoria EP (Elevate Professionalità), diventando così a pieno titolo l’architetto dell’Università. La di lui consorte Cinzia Raffaelli vince il concorso a tempo indeterminato per la categoria D e diviene responsabile dell’ufficio ricerca scientifica. Chi presiedeva le due commissioni di concorso? Il prof. Michele Corsi, preside della facoltà di Scienze della Formazione ben noto alle cronache (vedi, in questo sito, Non c’è due senza tre), docente di Pedagogia generale come Roberto Sani. E chi presiedeva la commissione di concorso che ha attribuito alla prof. Ascenzi una cattedra di ordinario? Ma il prof. Michele Corsi, naturalmente! E chi presiedeva la commissione che ha assegnato un posto di ricercatore, presso l’Università del Molise, a Serena Sani, sorella del Magnifico Roberto? Sempre lui: Michele Corsi.

Le vicende della dinasty maceratese non finiscono qui. Nel 2006 vince un concorso per bibliotecaria (categoria C) all’Università di Macerata Marina Boni, classe 1957, laurea in Filosofia alla Sapienza, magistero in scienze religiose alla Pontificia Università Gregoriana, nonché consorte del rettore Roberto Sani. Presiede la commissione la prof. Marisa Borraccini, docente di biblioteconomia, coniugata con Luigi Verducci, che di lì a poco vince anche lui un concorso da bibliotecario. Stavolta, presidente della commissione è la prof. Ascenzi. E così il cerchio si chiude. Per ora…