POLLI SPENNATI

 

 

 

 

Mentre si sprecano milioni che potevano più proficuamente essere investiti altrove, si perpetuano - in àmbito universitario e non solo, come le tristi cronache di questi giorni stanno a dimostrare - situazioni di degrado intollerabile. Per la serie “Polli spennati” (chiara allusione ai contribuenti) - proponiamo all’attenzione dei nostri lettori - che sono ormai legioni - la denuncia di Francesco Lo Dico (del 4.08.2007, cfr. http://indipendenteonline.wordpress.com ) e le più recenti considerazioni del nostro Ireneo Galizia.

 

Firenze, ora l’Università non è più di Moda

di Francesco Lo Dico

Dopo sei anni di restauri e un investimento di 11 milioni e 500mila euro, gli studenti dell’Università della Moda che fa capo all’ateneo gigliato, rischiano di non mettere mai piede nella villa di Castelpulci a loro destinata. A lanciare l’allarme è Simone Gheri, sindaco di Scandicci in cui sorge l’antico complesso duecentesco, già della famiglia guelfa dei Pulci. Nel 2001 Provincia, Università di Firenze e Comune di Scandicci decisero di farne un polo di alta formazione che avrebbe dovuto essere consegnato per la fine del 2009, ma la villa è passata all’Agenzia del Demanio, con la quale la cittadina nutre rapporti assai tesi. C’è la forte preoccupazione che si ripeta la vicenda del Palazzaccio, altro gioiello in attesa di restauro per il quale Scandicci firmò con il ministero delle Finanze un protocollo. L’accordo prevedeva la sua valorizzazione, ma l’immobile fu venduto alla Fintecna, Finanziaria dello Stato, e restò com’era. «Il nuovo assetto proprietario – precisa Gheri a proposito di villa Castelpulci in una lettera al sindaco di Firenze Leonardo Domenici e ai presidenti di Provincia e Regione Matteo Renzi e Claudio Martini – dev’essere accompagnato da un accordo di programma che dovrà riaffermare la destinazione a sede universitaria dell’edificio». L’Agenzia del Demanio sembrerebbe orientata infatti a collocare nel complesso attività che escluderebbero o ridurrebbero gli spazi assegnati all’Università della Moda. Un progetto che a partire dal 2001, fu diviso in due fasi. Nel luglio 2002 ci fu l’appalto di un primo lotto, 4 milioni e 680mila euro per il consolidamento. Poi, alla fine del 2005, una seconda tranche di restauri per circa 6 milioni di euro. Un investimento importante nella cultura e nell’alta formazione, che rischia di rimanere uno spreco.

 

Il ritocchino

di Ireneo Galizia

   Cara prof. Lazzerini,

innanzi tutto, complimenti! Il suo sito, come avrà visto, è stato segnalato nell’articolo apparso su “Repubblica” del 23 gennaio 2008 (Università, il crepuscolo dei baroni. Rivolta web nell’ateneo dei privilegi). Immagino quale boom di accessi avrà registrato dopo questa inattesa pubblicità a livello nazionale.

Intanto, per rimanere nei paraggi di casa nostra, quello stesso 23 gennaio sia “ La Nazione ” sia “Il Firenze” riportavano la notizia che sarà effettuato “un ritocco”, anzi “un ritocchino” a piazza Brunelleschi: un piccolo intervento di lifting che consisterà nel rifacimento del lastricato e dell’asfalto, nella riorganizzazione dell’area destinata a parcheggio delle auto e dei motorini e nell’individuazione di uno spazio pedonale protetto. Solo dopo l’Università procederà alla messa in opera del famoso cancello (che stando alle promesse - se ne veda la cronistoria nel suo sito, che per fortuna resta lì, implacabile, a smascherare le figuracce di politicastri e alti papaveri accademici - già a fine 2007 doveva essere pronto).

Secondo l’assessore Cioni, si tratterebbe del “primo tassello di riqualificazione legato al progetto per la realizzazione della nuova biblioteca di lettere”. Purtroppo Cioni sembra all’oscuro di un dettaglio importante: nel piano edilizio dell’Ateneo fiorentino, riformulato nel Consiglio di amministrazione del 23 novembre 2007 nel quadro dell’ormai certificato disastro finanziario dell’Ateneo (vedi al riguardo, su Ateneopalermitano di gennaio Tracollo alla fiorentina in salsa…verde) nessuna menzione è fatta della biblioteca umanistica. Era un sogno (o per meglio dire un miraggio astutamente allestito da un comitato elettorale) destinato in partenza a rimanere nel cassetto, dopo lo strombazzato ‘concorso d’idee’ che aveva illuso qualche ingenuo ma non i più disincantati, ben consapevoli che - passata la festa, gabbato lo santo - quelle idee non si sarebbero mai concretizzate in un progetto vero e proprio.

Va invece avanti, e alla grande, il progetto per la nuova facoltà di Agraria, che fruirà di contributi della Regione, della Provincia e del Comune. Il confronto è stridente e umiliante. Ma per quei letterati sonnacchiosi e rassegnati che senza batter ciglio hanno assistito, dai loro scomodi e fatiscenti abituri, al trionfale insediamento del SUM nell’altana di Palazzo Strozzi sontuosamente ristrutturata a spese del Comune -anziché di quell’alta finanza internazionale che pure col SUM intrattiene rapporti intimi (vedi, in questo sito, Quattro amici al bar) -, si presume che il contentino del minilifting basti e avanzi. Anche se la nuova pavimentazione di piazza Brunelleschi servirà, più che a riqualificare l’area di Lettere, a salvaguardare sospensioni e pneumatici.

A proposito di automobili: non sarebbe meglio trasformare piazza Brunelleschi in un’isola pedonale, anziché investire fior di quattrini in uno squallido parcheggio?

26.01.2008