I provocatori  

 

In una recente seduta del senato accademico (12.09.2007), la preside della facoltà di Lettere è garbatamente intervenuta (come risulta dai verbali accessibili online a qualunque docente dell'università di Firenze) per chiedere 'suggerimenti' su “come ostacolare i provocatori”. Chi sono costoro? I soliti borseggiatori, ladruncoli, punkabbestia, drogati, ubriaconi e pulciosi assortiti che da anni infestano la facoltà? Noooo!

Saranno forse gli emuli di quegli illustri baroni, mai abbastanza rimpianti, che solevano fare sì e no una decina di lezioni all’anno, demandando il resto della didattica a devoti assistenti (nel migliore dei casi) o addirittura a impiegati pubblici - è successo anche questo! - senza alcun rapporto con l’università? Macché.

Che si tratti allora di un caso analogo a quello del docente d’un paese dell’Est che insegnava a Lettere, negli anni Ottanta, sì e no una quindicina di giorni all’anno (ad anni alterni), beccandosi però uno stipendio di professore a tempo pieno, e che si vantava persino sui risvolti di copertina dei suoi libercoli di essere contemporaneamente titolare di cattedra a Firenze e preside in un’università del suo paese, a qualche migliaio di chilometri di distanza? Nemmeno.

I provocatori sono semplicemente i ‘dissidenti’, quelli che non condividono i metodi di gestione della preside suddetta, che poco apprezzano le sue decisioni precotte e denunciano l’egemonia di certi potentati cresciuti fra intrighi di corridoio, finti concorsi e normative demenziali; quelli che criticano l’appoggio entusiasta a un rettore tutt’altro che magnifico come Marinelli, finito nel mirino della stampa per concorsi chiacchierati e imbarazzanti sospetti di nepotismo.

Pare anzi (guarda caso!) che tra i provocatori si annidino alcuni tra i docenti scientificamente più stimati e didatticamente più apprezzati della facoltà (cfr. in questo sito, link Fotografia di un disastro, l’intervento di Enrico Livrea). La situazione, ammettiamolo, non è facile per la povera preside. Che fare dunque per liberarsi dell’odiosa combriccola dei frondisti?

Diamo qui di seguito qualche modesto 'suggerimento' (tralasciando quelli che solo a pitecantropi e trogloditi decerebrati potrebbero venire in mente, tipo corrompere tecnici Telecom per produrre guasti mirati e ‘ostacolare’ così la diffusione via internet degli squallori universitari fiorentini: i provocatori sono tecnologicamente e informaticamente superattrezzati e se ne farebbero un baffo dei sabotaggi):

 

1)      collocare botole e tagliole ben dissimulate nell’aula in cui costoro si apprestano a far lezione;

2)      sciogliere una modesta dose di cianuro o di arsenico nella bottiglietta d’acqua minerale che qualcuno dei reprobi tiene sulla cattedra per reidratare le fauci disseccate dopo il diciottesimo esame a 35 gradi all’ombra;

3)      cospargere di antrace le tastiere dei computer incriminati;

4)      imbottire di scorie radioattive la poltrona dello studio dei rompiballe;

5)      convocare i suddetti in presidenza e lì affrontarli con letali emissioni di gas nervino (ne producono certamente in abbondanza i nervi scoperti della preside).

 

Se vi vengono idee più brillanti, siete pregati di comunicarle direttamente alla prof. Franca Pecchioli. Ve ne sarà grata in eterno.