Firenze, 16 maggio 2007

         

                                      Caro Rettore,

       

                       riteniamo doveroso rappresentarTi quanto segue.

 

        1. L’analisi da Te svolta nelle relazioni al bilancio preventivo 2007 e al conto consuntivo 2006 individua le cause dell’attuale grave crisi finanziaria del nostro Ateneo nell’impossibilità di aumentare le tasse d’immatricolazione e nel mancato adeguamento dei finanziamenti statali a fronte dell’incremento delle retribuzioni del personale derivante, direttamente o indirettamente, dai contratti collettivi stipulati con le organizzazioni sindacali dall’ARAN.

Ciò è comprensibile. La situazione sarebbe certamente ben diversa se lo Stato si fosse accollato l’aumento del costo del personale e se fosse stato possibile manovrare le tasse d’iscrizione. Suscita invece molti gravi interrogativi la Tua affermazione che queste sarebbero le uniche cause dell’attuale crisi finanziaria dell’Ateneo e che non vi abbiano in alcun modo contribuito le politiche perseguite dall’Ateneo.

      2. In particolare, sono da comprendere:

a) i motivi per i quali la gran parte delle Università non si trova in una situazione così grave come quella del nostro Ateneo, nonostante le cause da Te richiamate siano comuni a tutte;

b) il fatto che, per avallare l’idea che la politica del personale non è responsabile dell’attuale crisi finanziaria, sono forniti dati contraddittori (secondo la tab. 3 della relazione al rendiconto, nel periodo 2000-2006 il personale docente sarebbe diminuito di 72 unità, mentre, secondo la tab. 4 della medesima relazione, nel periodo 2001-2006 sarebbe aumentato di 166 unità);

c) i motivi per i quali viene dato rilievo (al fine di dimostrare che la politica del personale non è responsabile dell’attuale crisi finanziaria) soltanto alla circostanza che nel periodo 2001-2006 il personale docente sarebbe aumentato in percentuale inferiore alla media nazionale (il 7,3% contro il 13% [tab. n. 4 sopra citata]) e non è tenuta in alcun conto la differenza di organico, nel 2001, tra la nostra e le altre Università; eppure, un indizio circa la rilevanza di questo ulteriore dato è fornito dal nostro più basso rapporto docenti-studenti (1/25,5 [come si legge nel bilancio sociale, pag. 39]) rispetto alla media nazionale (1/30 [bilancio sociale cit., pag. 39]);

 d) a prescindere da ogni considerazione circa la politica del personale, come sia possibile escludere che abbiano comunque influito politiche finanziarie non proprio ispirate a criteri di oculatezza o quanto meno non adeguate alla, già critica, situazione finanziaria; risulta, ad esempio, che nel 2005 è stato concesso alla Srl Azienda Agricola Montepaldi (società di cui l’Università di Firenze è socio unico) un “versamento in conto capitale” di 2 milioni di euro, di cui 1,2 milioni destinati alla trasformazione turistica delle strutture aziendali (verbale del Consiglio di amministrazione del 25 marzo 2005).

      3. Altri interrogativi sono suscitati dai rimedi indicati: la riduzione delle dotazioni e delle risorse per la ricerca, il completo blocco del turn over e la dismissione del patrimonio immobiliare.

      In particolare, sarebbe importante sapere:

  a) quali elementi nuovi rendono attendibile la previsione di realizzare nel 2007 alienazioni immobiliari per ben 88 milioni di euro (Preventivo riclassificato per l’esercizio 2007 – entrate), tenuto conto che le previsioni circa le analoghe entrate di pertinenza del 2006 ammontavano a 45 milioni e sono state realizzate soltanto per 589 mila euro (Entrate pertinenza – consuntivo riclassificato per CdR e progetti 2006);

 b) quali prospettive vi sono di realizzare nel 2007 i pronosticati 45 milioni di euro derivanti dalla vendita di villa La Quiete alla Regione Toscana (relazione al bilancio di previsione, pag. XXXIV), tenuto conto che l’accordo con la Regione è talmente preliminare da non prevedere né il prezzo né la data entro cui perfezionare la compravendita e che nel bilancio della Regione è complessivamente stanziata, per l’acquisto d’immobili, la somma di 7,050 milioni nel 2007 e quella di 1,850 nel 2008 e nel 2009;

 c) qual è il grado di attendibilità delle previsioni finanziarie “con tagli di bilancio e blocco del turn over” (Bilancio di previsione - esercizio 2007 - allegato 2 - pag. XLII), tenuto conto che probabilmente non è stata considerata la recente rideterminazione, in misura pari al 4,28%, dell’indice di rivalutazione delle retribuzioni, che sicuramente è stata ignorata la vicenda dei posti di ruolo finanziati dall’esterno (come è reso evidente dalla circostanza che la proiezione delle “altre entrate finalizzate” presenta un importo costante nonostante nel 2008 e nel 2009 tali finanziamenti siano destinati ad esaurirsi per importi consistenti) e che non appare realistica la proiezione della spesa per le dotazioni, destinata nel quinquennio a rimanere costante;

 d) in che modo si pensa di coprire il disavanzo di gestione preventivato per ciascuno dei prossimi anni fino al 2011 (Bilancio di previsione - esercizio 2007 - allegato 2 - pag. XLII), tenuto conto che i tagli programmati alle spese e il completo blocco del turn over non sono in grado di rendere a tal fine sufficiente l’auspicato (relazione al bilancio preventivo 2007 - pagg. XXXIII-XXXIV) aumento del Fondo finanziamento ordinario di 30 milioni di euro.

       4. Capirai dunque la nostra viva preoccupazione. L’analisi contenuta nelle Tue relazioni può risultare rasserenante solo se trova conferma nella risposta agli interrogativi sopra elencati. D’altra parte, nell’attuale situazione l’esigenza di un’analisi plausibile si pone, non soltanto per adempiere al dovere di render conto che incombe su chiunque sia preposto al governo di una Università, ma soprattutto per individuare rimedi efficaci, a cominciare dalle indispensabili indicazioni che da essa è necessario ricavare in ordine alla modifica dello Statuto di cui si sta attualmente discutendo.

      Certi di un tuo riscontro e grati per l’attenzione che vorrai dedicare a questa nostra, porgiamo i saluti migliori

        Antonio BRANCASI                                             Carlo MARZUOLI

        Prof. ord. di Diritto Amministrativo                                            Prof. ord. di Diritto Amministrativo

        presso la Facoltà di Giurisprudenza                                      presso la Facoltà di Giurisprudenza