IL SALOTTO BUONO

 

La vergognosa situazione dell’area di piazza Brunelleschi non è certo una novità, come ben sanno i frequentatori di ateneopulito. Ma il problema si è via via aggravato fino a raggiungere livelli scandalosi, benché la stampa di ogni colore abbia più volte denunciato quest’obbrobrio che trova riscontro, forse, solo nelle più miserabili favelas sudamericane o in certe infernali bidonvilles africane. Con la differenza che in simili posti non ci sono insediamenti universitari, mentre la prestigiosa (in tempi ormai remoti) facoltà di Lettere è proprio nel bel mezzo dello sconcio.

 

Davvero uno straordinario biglietto da visita per Firenze e per il suo ateneo, non c’è che dire. Una testimone oculare, la giornalista Elettra Gullè, ci dà un’efficace descrizione del nostro salotto buono (vedi “ La Nazione ” di oggi 8.10.07). Eccola:

 

 

Letti in piazza Brunelleschi

Un cancello come stendipanni

 

La facoltà di Lettere e i progetti «anti squatter»

 

Alla fine doveva accadere. Il cancello di Lettere che dà su piazza Brunelleschi - chiuso da un anno per cercare di preservare la facoltà dai senza fissa dimora che stazionano nello spazio antistante l’ingresso principale - è diventato uno stendipanni. È questa una delle ultime ‘trovate’ dei punkabbestia e squatter vari che da tanto tempo ormai hanno eretto a loro ‘residenza’ quello spicchio di piazza Brunelleschi da cui si accedeva alla facoltà. Ieri l’altro mattina - come testimoniano le nostre fotografie - ancora alle 11.45 un giovane dormiva nel suo giaciglio di fortuna creato proprio a ridosso del cancello. Che, dicevamo, per comodità è stato usato come stendibiancheria. Ecco dunque che a pochi metri da un luogo di studio troviamo calzini e magliette appese. Il giovane riposa sotto un telo di plastica. Accanto a lui, un cartone, forse utile per ripararsi in caso di pioggia. Un gatto, invece, mangia alcuni avanzi di cibo. E miagola, probabilmente nel vano tentativo di svegliare il padrone. «Scene dell’altro mondo - scuote la testa una ragazza -. Dirottare l’ingresso su via degli Alfani ha solo voluto dire voltare le spalle al degrado, non certo sconfiggerlo». Sul sedile in pietra che costeggia il ‘dente’ della piazza, poi, c’è un po’ di tutto: una tanica piena d’acqua, valigie, borse, indumenti, cibo. E tanta, tanta sporcizia. Poco più in là, un gruppetto di squatter ha addirittura sistemato un tavolinetto da campeggio. Sopra, diversi cartocci di vino. «La situazione è peggiorata - nota un ragazzo che ha appena parcheggiato il motorino -. Col fatto che di qui non passa più nessuno il degrado è aumentato. Questi ragazzi si bucano a tutte le ore. Tant’è che lo scorso marzo un giovane è morto per overdose in pieno pomeriggio». Eppure, da mesi si parla di spostare in avanti il cancello di Lettere per contrastare il degrado. Ma dall’assessorato alla Sicurezza sociale arrivano parole piuttosto incoraggianti: «Siamo a buon punto. L’Università ha già presentato il progetto alla Soprintendenza, che ha dato l’ok. Entro la fine del mese facciamo l’appalto per rifare la piazza. L’unica cosa da capire è se l’ateneo ha i soldi per il cancello. Se non ci sono problemi di questo tipo, entro la fine dell’anno sarà tutto a posto».

 

 

 

Appunto. Lì sta il busillis. Riuscirà l’università col bilancio più scassato d’Italia a trovare i fondi ad hoc? Sarà finalmente la volta buona, o sarà il solito libro dei sogni? Speriamo bene. Nell’attesa, si accettano scommesse.