Blamage für Exzellenz

  (ovvero: che figura, Eccellenza!)

Oggi 22 ottobre 2008 il "Corriere Fiorentino" pubblica un’intervista (con tanto di fotina pensosa) a mister L’Eccellenza-sono-ME, al secolo Aldo Schiavone, rettore dell’Istituto Italiano di Scienze Umane (meglio noto con l’acronimo un po’ ridicolo di SUM).

Solito piagnisteo: «I tagli in questa misura, e in forma così indiscriminata, sono assolutamente inaccettabili» tuona Sua Eccellenza. «Se venissero applicati come previsti, nel 2010 arriveremmo a una situazione di collasso generale. Non solo i ‘non virtuosi’, ma quasi tutti gli atenei non sarebbero in grado di chiudere i bilanci». Giusto. Ma non ci voleva molto a prevedere che l’immissione o la promozione sconsiderata nei ruoli dei docenti - grazie ai concorsi locali - di figli, mogli, amanti, amici di partito e fauna assortita avrebbe prima o poi sconquassato i bilanci, specie laddove all’esplosione del numero dei professori si è aggiunta una disastrosa politica di assunzioni clientelari nei ruoli tecnico-amministrativi. Chi credeva che queste allegre gestioni potessero svilupparsi all’infinito incrementando un debito pubblico già catastrofico, ora è servito.

Ma il guru Schiavone ha anche la sua ricetta per il risanamento. Che cosa propone il vecchio saggio? «Abbiamo poco più di un anno per aprire una via di salvezza. E l’unica è una riduzione dei tagli in cambio di un’autoriforma dell’università». Autoriforma? Udite, udite:

«Il punto è operare una riduzione drastica di corsi di laurea, materie, numero di esami; va razionalizzato il rapporto tra triennali e magistrali, garantito un consenso su una revisione radicale della procedura di reclutamento, introdotto un sistema di valutazione che premi la qualità». Lui, intanto, ha premiato se stesso: auto-chiamata al SUM, chiamata al SUM di amici cari e compagnucci della parrocchietta (se poi le varie discipline - sociologia urbana e filologia romanza, diritto romano e storia dell’arte - stanno insieme, per dirla alla toscana, come il culo con le quarant’ore, chi se ne frega? L’importante è buttar fumo negli occhi: un grosso nome di qua, uno pseudogenietto à la page di là, una sacra mummia di complemento, qualche mezza calza ben ammanicata e ti scodello l’eccellenza) e, di fatto, autonomina a rettore con un incremento di stipendio di 50.000 € all’anno (indennità di carica). E bravo Schiavone. Ora, è vero, è tempo di tagli. Il Nostro, «da sinistra», è per il dialogo: c’è poco da fare, i sacrifici s’impongono. Agli altri, beninteso: perché lui ha solo dottorati, ovviamente d’eccellenza (anche se sfornano disoccupati), e dunque non ha corsi di laurea da sopprimere o esami da sfoltire. Lui non deve ridurre alcunché: non solo è eccellente, è anche virtuoso: la santa Maria Goretti del mondo accademico.

Però il diavolo fa le pentole, non i coperchi. Basta una segretaria distratta e migliaia di professori ricevono, anziché il consueto invito alla solita conferenzucola, questa edificante letterina (omettiamo naturalmente il nome del destinatario):

Carissimo,

come forse sai il nostro Istituto organizza, nella sua sede di Palazzo Strozzi a Firenze, una serie di Lezioni tenute da personalità di assoluto rilievo che, nei diversi ambiti delle scienze umane, hanno il massimo spicco nel panorama internazionale.

A ciascuno degli studiosi cui rivolgiamo il nostro invito chiediamo di tenere, nell’arco di una settimana, un ciclo di tre o quattro lezioni nelle quali sviluppare una riflessione sulla propria biografia intellettuale: formazione, percorso di ricerca in rapporto alla storia della disciplina, contesto di idee e di esperienze nel quale si colloca la propria opera, prospettive future che si aprono per le nuove generazioni di talenti.

Queste Lezioni sono rivolte non solo agli allievi dei nostri corsi di dottorato, ma anche a un pubblico più vasto, interessato ai grandi temi del dibattito culturale contemporaneo.

Per le date, ti proponiamo una settimana a tua scelta nel periodo ottobre-dicembre 2008.

L’Istituto prevede, per questo impegno, un compenso di 1.000 euro lordi per ciascuna lezione, oltre al rimborso completo delle spese di viaggio e di soggiorno a Firenze.

Contiamo molto su una tua risposta positiva, e ti ringraziamo in anticipo per l’onore che ci farai accettando il nostro invito.

                              Con un saluto cordiale,

                                             Tuo

                                               aldo schiavone [sic: minuscula humilitatis]

Ateneopulito è stato subissato di telefonate per un intero pomeriggio: colleghi che si sbellicavano dalle risate, ma anche colleghi indignati; qualcuno addirittura inferocito. Mille euro lordi al conferenziere moltiplicati per quattro chiacchiere divulgative (che altro vuoi propinare al ‘pubblico più vasto, interessato ai grandi temi del dibattito culturale contemporaneo’, ossia, tanto per esser chiari, a quella platea d’una dozzina di carampane, prof delle medie in pensione, che frequentano i pomeriggi culturali di Palazzo Strozzi tra un concerto e un burraco? Questa sì che è scienza, ricerca d’avanguardia, meritevole di finanziamenti privilegiati!); viaggio rimborsato; soggiorno in albergo a 4 o 5 stelle; pranzo prelibato all’Enoteca Pinchiorri. Tutto a spese del contribuente.

Lui, il granduca di Palazzo Strozzi, se lo può permettere. Quanto a quegli sfigati della contigua università di Firenze, che non hanno più nemmeno la carta per le fotocopie... che li facciano loro, i tagli.

Ministro Gelmini: le forbici, però, le ha in mano Lei. Le usi con saggezza!