TITANIC

29 settembre 2008: gran festa in piazza Brunelleschi. Con qualche contrattempo:

"A complicare la faccenda, ci si è messo poi il personale amministrativo precario dell’università, che ieri mattina manifestava davanti al cancello per invocare la stabilizzazione dei contratti, da anni promessa, ma mai ottenuta. Così per mettere il buffet al riparo dalla protesta, la festa è stata spostata nel cortiletto della Presidenza ", scrive Gaia Rau sulle pagine di "Repubblica"/Firenze del 30 settembre, in un pezzo intitolato Lettere, inaugurazione con buffet per il cancello anti-intrusione.

Il cortiletto della Presidenza altro non è che il Chiostrino dei morti, ben noto ai lettori di Ateneopulito che possono ancora vederne sul sito la fotografia scattata in un'abbagliante giornata estiva.

Ma che cosa c'era da festeggiare con tavola imbandita, autorità accademiche e discorsi di amministratori locali? Lasciamo la parola alla cronista: "Lettere festeggia il suo nuovo cancello anti-degrado. Un’inferriata di dodici metri per tre che, da luglio, ha riportato l’accesso in piazza Brunelleschi, trasformando in un parcheggio per bici e scooter una porzione di piazza rimasta per anni zona franca del bivacco notturno, deposito di immondizia ed escrementi. Un passo che, per l'università, ha il sapore di una grande conquista, tale da meritare, ieri, un'inaugurazione ufficiale con tanto di piccolo buffet, alla quale hanno partecipato la preside Franca Pecchioli, il rettore Augusto Marinelli e l'assessore Graziano Cioni".

Ben misera conquista, un cancello (anche se obiettivamente è un passo avanti; e va detto che, dopo anni d'indicibile degrado via via aggravatosi nell'indifferenza generale, determinante per la soluzione del problema è stata la denuncia di Ateneopulito - subito ripresa e sostenuta dalla stampa cittadina -, che ha brutalmente messo a nudo la politica dello struzzo fino allora praticata): misera se rapportata alle faraoniche strutture create per altre facoltà. Si pensi al complesso di Novoli, la cui costruzione ha abbondantemente contribuito a prosciugare le risorse dell'ateneo (per di più con sprechi e pacchiani errori di cui si pagano annualmente le conseguenze). Miserrima, poi, se rapportata agli investimenti per la Facoltà di agraria, protagonista delle ultime iniziative edilizie dell'ateneo fiorentino: dove certo non di 'concorso d'idee' si tratta (ossia di progetti destinati a restare puramente virtuali), com'è accaduto per il complesso di piazza Brunelleschi, ma di vera e propria gara d'appalto.

Una briciola insignificante, dunque, caduta dalla mensa luculliana dell'edilizia universitaria fiorentina. Eppure i maggiorenti brindavano. Per l'occasione erano presenti i fedelissimi, ossia i pretoriani di Marinelli, che in questa circostanza hanno lasciato gli antri bui dove si erano rifugiati, evitando di fare vita pubblica (consigli di facoltà, di dipartimento, di corso di laurea) forse perché assaliti da un sussulto di panico di fronte agli sguardi (silenziosi ma eloquenti) di chi li accusa d'essere i veri responsabili dell'attuale, catastrofica situazione per essersi fatti paladini di un rettore sul quale da tempo si appuntano implacabili i riflettori dei media. Anche l'ultimo libro sullo scandalo dell'università italiana, fresco di stampa (settembre 2008), non manca di ricordare che "in altri due fra i più grandi atenei dell'Italia centrale, Tor Vergata di Roma e Firenze, il rettore e il preside di Medicina hanno figli e altri parenti in università, e solitamente nella stessa facoltà che presiedono" (Roberto Perotti, L'università truccata. Gli scandali del malcostume accademico. Le ricette per rilanciare l'università, Torino, Einaudi, 2008, p. 54). Ma nel frattempo Marinelli si pavoneggia per il trionfale accordo stipulato con Aldo Schiavone, direttore del SUM meglio noto come L'Eccellenza-sono-me: i dottorandi del SUM potranno liberamente usufruire delle biblioteche dell'ateneo fiorentino. Accordo, come ognun vede, vantaggiosissimo per il nostro ateneo: anzi, non esiteremmo a definirlo geniale: il SUM incamera fondi, l'università offre servizi; i docenti dell'ateneo, costretti ormai a far ricerca in esigui ritagli di tempo e sempre più spesso nelle vacanze estive, rinunciando persino al meritato riposo (oberati come sono dalle 90 o 120 ore di didattica frontale, dalle tesi, dalla kermesse massacrante delle mensili sessioni d'esame), con i PRIN faticosamente conquistati provvederanno a tenere aggiornate le biblioteche, mentre i mandarini del SUM, che se la cavano con tre o quattro seminariucoli e qualche superfluo convegnuccio (più le conferenze dei politicastri di turno sontuosamente ospitati a mero scopo adulativo; talvolta, in virtù del loro gran fiuto politico, gli Eccellenti fanno cilecca pure con la captatio benevolentiae, come nel caso dei Bertinotti e Diliberto blanditi e riveriti al SUM ma dopo pochi mesi espulsi dal Parlamento), continueranno a prosperare parassitariamente sulla fatica altrui. I loro dottorandi entreranno in concorrenza coi nostri (e anche con noi) per prestiti, consultazione di libri, riproduzioni fotografiche e altro materiale indispensabile alla ricerca scientifica. Complimenti, ottimo e insostituibile rettore Marinelli!

Intanto, senza l'ombra d'uno studente e quasi di soppiatto, alla faccia dell'austerity che ormai ci lesina persino la carta per le fotocopie, nel Chiostrino dei morti - e mai luogo fu più appropriato - il 29 settembre tutti brindavano. Sembrava il gran ballo del Titanic, un attimo prima del naufragio.

Firenze, 30 settembre 2008

Ireneo Galizia